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Dicembre

Io son Dicembre il bianco, copro tutto e poi mi stanco, I cuntaden j'en ste
int la stala par pinser a qual ch'j amanca, io son Dicembre bianco.

Il mese trascorre ell' attesa e nella preparazione al Natale, la festa più
importante dell'anno, in cui si consumavano le delizie natalizie costate tanti sacrifici e preparate con amorose cure.
Tutta l'attività ha sede nella casa, presso il focolare, al riparo dalle intemperie e dalle insidie di notti interminabili rischiarate pero', da insolite luci e dalla stella che vibra nei nostri cuori e nelle menti a suscitare speranze di pace e di benessere.

Aquerello di di Dicembre

Il primo d'agosto mando' a dire a settembre che avertisse ottobre che novembre era già per strada per far spazio a dicembre in attesa del nuovo anno.

Proverbio: Dicembre gelato non va disprezzato.
Briciole di saggezza- L'amore è l'ala che Dio ha dato agli uomini per salire fino a Lui
.


DICEMBRE

Deriva il nome dal fatto che era il decimo e ultimo mese dell'anno dei Romani.
Il sole entra in Capricorno il 24, quando si è appena consumato il solstizio d'inverno ne quale il di' è il più breve dell'anno.Il sole sorge alle ore 8.30 e tramonta alle 16.38.
I nati sotto il segno del capricorno sono prodighi,poco ordinati, accomodanti.
Hanno capacità di apprendimento e buon ingegno.
Gli uomini devono considerare il denaro nel suo giusto valore e non gocare. Le donne devono dare risalto alla loro personalità.

Il fiore del mese- La stella di Natale
Narra una leggenda che una bambina messicana si recava al presepio, ma non aveva nulla da portare a Gesù Bambino perchè era povera e non si trovava nemmeno un fiore nella natura inaridita. Fu allora che i prini secchi si trasformarono in foglie che i messicani chiamano"Fiore della buona Noche


Ricette

Fritto di fegato
Preparate 400 gr. di fegato levandogli le pellicine e mondandolo degli eventuali canali. Tagliatelo in fettine sottili e infarinate. Friggete in un tegame 30 gr. di burro, aggiungete il fegato e cuocete rapidamente rivoltando spesso. Servite caldissimo con fettine di limone.
.

Cardi alla parmigiana
Un cardo ci 1 kg. e mezzo per 6 persone. Pezzi lunghi circa 10 cm di cardi teneri ben puliti. Lessateli in acqua bollente e salata. Scolateli e fateli asciugare. Stendeteli in una teglia imburrata e infarinata appena di pangrattato. Condite con fiocchi di burro e parmigiano grattugiato. Fate altri strati ugualmente conditi. Infornate in forno caldo per 30 minuti e servite molto caldi.

Calamari alla romagnola
800 gr. di calamari totalmente mondati e tagliati a fettine, lavati e asciugati. Si fanno un po’ rosolare e si uniscono 500 gr. di pomodori privati della pelle e dei semi. Condire con sale e pepe. Cuocere per un’ora, poi aggiungere un ciuffo di prezzemolo tritato con uno spicchio d’aglio. Se fosse necessario aggiungere un po’ d’acqua e continuare la cottura per una mezz’ora.

Calamari fritti
Tagliate a rondelle i tentacoli. Asciugateli e infarinateli. Si friggono in olio non troppo caldo tenendo coperto il coperchio del recipiente. Spolverate leggermente di sale e servite.

Palombo al forno
Un palombo senza pelle, pinne e interiora va cotto al forno in una casseruola obliqua con burro. Si prepara la seguente salsa: un ciuffo di prezzemolo tritato, una puntina d’aglio, un cucchiaino di capperi e tre cetriolini sotto aceto diluiti con succo di limone. si mette un momento a fuoco perché abbia a riscaldarsi, poi si versa sul palombo e si serve subito.

Anguilla in salsa di vino
Fate un leggero soffritto con burro, poco olio, cipolla e erbe aromatiche che leverete. Aggiungete l’anguilla fatta a pezzi senza la pelle. Bagnate con vino rosso. Condite con sale e pepe. Lasciate cuocere aggiungendo, se necessario, un poco d’acqua.

Crauti alla Modenese di contorno allo zampone
Un cavolo cappuccio di circa 1 kg. pulito e tagliato a listarelle, viene lasciato insaporire per un giorno in aceto: Il giorno seguente si scola e si cuoce in padella aggiungendo il brodo dello zampone caldo. Un po’ di sale e una spolveratina di pepe. Si serve ancora caldo.

Panone di Natale - povero
Detto anche il panone dei contadini, nei tempi antichi si faceva così.
Si impastava la farina con lievito, sale acqua, o acqua mielata, incorporandovi uva secca, zucca condita in miele, pepe e se ne faceva una pagnotta grossa. Si cuoceva in una terrina, avvolta in carta pergamena. In seguito all’uva si sostituì la saba o il savour e si eliminò la zucca e il pepe.

Pane di Natale – ricco
Ingredienti - 1 kg. di farina, 200 gr. di zucchero, 300 gr. di gheriglio di noci. 150 gr. di fichi secchi, 100 gr. di burro, 100 gr. di uvetta, 100 gr. di mandole o arachidi, a piacere un po’ di canditi, 2 uova, un limone, una dose per dolci da 2 kg, 2 bicchierini di sassolino.
Fate sciogliere il burro, impastatelo a lungo con farina, uova, zucchero e sassolino. Formate un pane e lasciatelo lievitare un po’. Mettetelo in una teglia imburrata e cuocetelo a 200 gradi per 60 minuti. Quando è cotto, prima che si raffreddi, spalmatelo con saba o savour e continuate a farlo periodicamente se desiderate mantenerlo per più giorni.

Aragosta allo champagne
Fate soffriggere nel burro, cipolla e carote. Tagliate a pezzi l’aragosta, fatela dorare. Aggiungete spezie, prezzemolo trito timo e una bottiglia di champagne extra secco. Cuocete lentamente per mezz’ora.

MANGIARE SECONDO BENESSERE
Fa colazione come un re. Pranza come un borghese, cena come un mendicante.
Il nostro modo di pensare dipende quasi sempre dalla nostra digestione.
La miglior ginnastica è quella di tenere la sedia lontana dalla tavola.
Una giornata senza vino è una giornata senza sole, ma l’acqua è l’unica bevanda
che non fa ingrassare.
Non mangiare per noia. Un cioccolatino ingoiato in un attimo di distrazione
rimane in bocca un minuto, in gola un’ora, sui fianchi tutta la vita.
Un terzo di quelle che si mangia basta per vivere, gli altri due terzi fanno
vivere i medici.
L’uomo passa la prima metà della vita a rovinarsi la salute, la seconda metà a cercare di guarire.
La lunghezza della vita dell’uomo è inversamente proporzionale alla lunghezza della sua cintura.

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